4ª Domenica di Quaresima: del cieco nato

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Vorrei vederci, Signore, vorrei vedere questo mondo con uno sguardo trasparente e fiducioso, vorrei essere in grado di riconoscere in ogni uomo un fratello.
Vorrei vederci, Signore, vorrei cogliere la tua presenza per sentirmi rincuorato e consolato, vorrei contemplare il volto del Padre, vorrei perdermi nel suo abbraccio, vorrei saper distinguere la strada che porta fino a lui.
E invece sono cieco, cieco fin dalla nascita.
Conosco solo la notte, il buio, l’oscurità.
Non so neppure cosa sia la luce: il pallido chiarore di una fiamma, la luce sfolgorante del sole, il pallido biancore della luna.
Sono cieco e non c’è nessuno che possa aprirmi gli occhi, farmi ritrovare almeno i contorni di questa realtà insidiosa che mi sfugge.
Sono cieco e non ho speranza che qualcuno possa diradare le tenebre che ormai hanno invaso tutta la mia esistenza.
Per questo vengo a te, Signore Gesù.
Aprimi gli occhi, perché io possa finalmente contemplare la luce.
Aprimi gli occhi, perché io possa riconoscere la strada buona.
Aprimi gli occhi, tu che sei il Salvatore del mondo! Aprimi gli occhi, prima che sia troppo tardi.
Aprimi gli occhi, perché io possa decifrare il tuo progetto di amore e di pace in cui mi chiedi di fare la mia parte.

Roberto Laurita