Verso le cinque del mattino di domenica scorsa non riuscivo a prendere sonno. Un pensiero insistente passava e ripassava davanti alla mia mente: la mamma del prete.
Ogni prete ha la sua mamma. Tutte le mamme del prete sono un dono di Dio con un pizzico di benevolenza in più.
Non tutte le mamme del prete vivono a lungo. Durante i miei trentasei anni di sacerdozio a Cassina ho conosciuto e ho partecipato al funerale della mamma di don Cesare Gerosa, di don Giuseppe caselli, di don Antonio Riva, di don Carlo Braggioli, di don Ambrogio Cerizza, di don Pietro Salvioni, di don Graziano Rudello.
Non ho conosciuto mia mamma e neppure ho partecipato al suo funerale: avevo al momento appena quattro anni.
Il funerale della mamma di un prete commuove sempre, tutti. Le lacrime, che sono un dono di Dio, facilmente si vedono spuntare dagli occhi dei figli e dei parenti.
Le virtù cristiane praticate le senti raccontare con commozione.
La citazione di una frase scritta dalla mamma, come questa: “O Gesù fa che sia pronta a fare la tua volontà ad ogni costo, anche se mi costasse fatica e con perseveranza, sia coi miei famigliari che con gli altri”, ti fa riflettere.
Il silenzio penetra nel tuo cuore e ti fa partecipe del dolore altrui. La preghiera è partecipata in modo corale, per dire al figlio prete: ti ringraziamo per la tua mamma, che nel silenzio e nel sacrificio ha condiviso con te le tue giornate sacerdotali.
Il funerale termina, la vita continua; ma la mamma del prete è sempre la mamma di tutti i preti.
Scherzosamente dicevo ad un prete amico mentre attendevamo in sacrestia per la celebrazione del funerale della mamma di don Graziano: “Ci sarà in Paradiso l’Associazione delle mamme dei preti?!” Con un sorriso mi risponde: “Certo, ci sarà!”. Sono contento perchè là, in Paradiso, ci sarà anche la mia mamma. La mamma di un prete e di tutti i preti.
A cura di Monsignor Bruno Magnani
