Premetto che non è un cane e non è un gatto. Ricordo sì di aver avuto, da giovane prete a Vanzaghello un bel “micione”, ma me lo sono trovato morto vicino al cancello della mia casa una sera, tornando dalla benedizione natalizia alle famiglie.
A 81 anni mi è stato consigliato caldamente il “Telesoccorso”, con la nota motivazione: non si sa mai… alla sua età può capitare di tutto!
Inutili le mie resistenze e neppure la mia buona salute mi ha giovato.
Infine ho accettato la proposta… non si sa mai… può capitare di tutto.
In breve tempo il Telesoccorso è entrato in casa mia.
Al Telesoccorso è unito un piccolo apparecchio chiamato
“Radiocomando” da tenere sempre al collo, in tasca o comunque a portata di mano. Sul Radiocomando c’è un piccolo pulsante rosso da schiacciare in caso di necessità, di emergenza… non si sa mai. In verità, la soluzione di tenere il radiocomando al collo o in tasca non mi è piaciuta, perchè preferisco tenere al collo la catenina con la medaglietta della Madonna e in tasca la Corona del S. Rosario.
Ho deciso di tenerlo a portata di mano, il che significa spostarlo da un posto all’altro: sulla scrivania, sul comodino, sulla sedia vicino al letto, sul tavolo durante il pranzo e la cena, ecc.
Beh! Ci credete? Dopo qualche mese mi sono un po’ affezionato e per la sua funzione di essere sempre “a portata di mano” l’ho chiamato il “mio amico speciale”.
“Speciale” perchè quando sono in casa è sempre vicino a me, lo guardo e qualche volta mi fa sorridere, pensando alla sua funzione e alla mia buona salute; lui aspetta che io schiacci il pulsante rosso ed io volentieri aspetto che quel “non si sa mai… può capitare di tutto” avvenga mai o il più tardi possibile.
“Speciale” perchè ogni lunedì alle ore 9.40 mi dà la possibilità, attraverso il telefono, di ascoltare la signora Luisa. «Pronto! Sono Luisa. Buongiorno don Bruno.
Come sta?». «Sto bene, Luisa, grazie!». «Allora buona giornata… e si ricordi di schiacciare il pulsante rosso per la prova». «Sarà fatto, Luisa. Arrivederci!».
Non è emergenza e neppure il “non si sa mai”, anzi so benissimo che ogni lunedì a quell’ora la Luisa fa squillare il telefono di casa mia, per sapere come sto e se l’apparecchiatura funziona bene.
È un disturbo? No! Anzi, ringrazio “l’amico speciale” che mi dà la possibilità di parlare spesso con Luisa, entrata ormai in casa mia, come persona fidata, amica e simpatica.
“Speciale” perchè mi ricorda, giorno dopo giorno, che quel “non si sa mai… può capitare”, può capitare davvero; e questo pensiero mi aiuta a passare nel modo migliore le giornate che il buon Dio mi regala.
Allora davvero quando capiterà, se ne avrò la forza, schiaccerò quel pulsante rosso, nella speranza che qualcuno entri presto nella mia casa, vicino a me, per portare l’aiuto necessario per il mio sopravvivere.
Grazie al mio “amico speciale” e a tutte quelle persone che me l’hanno consigliato.
(A cura di Monsignor Bruno Magnani)
