La giornata della convivenza tra genitori e bimbi della Scuola d’Infanzia “Don Ambrogio Verderio” è stata meravigliosa; proprio una bella giornata di primavera.
Pochi sapevano della mia presenza, alcuni si sono meravigliati, tutti sono stati contenti.
Devo ringraziare la direttrice Graziella e l’insegnante Barbara che mi hanno invitato a partecipare, dopo un’assenza di sei anni per la mia rinuncia a parroco e per la mia non più giovane età (82 anni e due mesi).
L’azienda Agriturismo Cascina Primavera di Trescore, nella bergamasca è immersa nel verde, circondata da tanti alberi, su un vasto terreno a prato e un po’ scosceso, dove ci stanno da padroni le capre, le pecore, gli agnelli, i conigli, le galline, la mucca, il cavallo con il suo puledro, ecc.
Non manca il poni, gioia dei bimbi che, seduti sul semplice “calessino”, si lasciano condurre, lentamente, dal mansueto animale, piccolo ma robusto, godendosi la piccola passeggiata, alla vista compiaciuta dei genitori.
Le strutture sono modeste, ma tutte a regola di legge, per permettere ai visitatori, piccoli e grandi, di muoversi a proprio agio.
Lungo il percorso della Cascina non sfugge il particolare di tante comode sedie, la cui mancanza si avverte quando, in queste occasioni, o non ce ne sono, o sono poche per gruppi numerosi.
La mattinata scorre veloce all’insegna dell’atmosfera giusta, creata dagli istruttori, per mettere i bimbi, divisi per gruppi, a contatto diretto con la natura, così da poter arricchire la loro piccola mente e fantasia delle prime nozioni indispensabili per una conoscenza più ampia da sviluppare poi nella scuola e nella vita.
Il pranzo è atteso con impazienza da tutti e lo si consuma con serenità e tranquillità, senza problemi o preoccupazioni per qualche singola necessità, perchè preparato dagli stessi genitori.
Per trascorrere il pomeriggio allegramente, coinvolgendo prima i bimbi e poi i genitori, mi ha sorpreso favorevolmente la scelta dei giochi; giochi tradizionali, del passato un po’ dimenticato, come “bandiera” e “tiro alla fune”.
Ho notato con piacere la gioia, il sorriso, al partecipazione spontanea ed entusiasta e la soddisfazione di tutti.
Parte importante e interessante sono stati i “laboratori” per apprendere come si possono costruire oggetti belli e piacevoli con materiali semplici, come l’argilla.
Nel ritorno sul pullman, sono passati davanti alla mia mente i ricordi del passato, quando alle gite partecipavano solo i bimbi, il divertimento era offerto dai tanti operatori specializzati (vedi Gardaland), qualche bimbo solo affidato alla maestra e la gita si chiamava gita e basta.
Da qualche anno si preferisce chiamarla: “Giornata di convivenza”.
Sono contento per questo cambiamento, che denota una maggiore attenzione al bimbo come persona, alla famiglia come partecipazione e collaborazione e alla vita come espressione di gioia e di unione.
Però sono contento, sia per il passato come per il presente, perchè ho sempre accettato con fiducia e serenità tutto ciò che il buon Dio ogni giorno mi dà.
(A cura di Monsignor Bruno Magnani)
