Il vecchio nonno è seduto sotto l’ombra fitta degli alberi, che trattengono i raggi del sole.
In piedi, vicino a lui, il nipotino, con l’occhio aperto e lo sguardo sorridente, lo guarda e lo ascolta.
Tutto è silenzio attorno; un raggio, d’una luce particolare, illumina la fronte del vecchio, che dice con voce un po’ tremula: «Tu vuoi la felicità, figlio mio. Ascolta la voce di Dio; Egli solo può dirti dove la si trovi».
«Ma questa voce, padre mio, dove si può sentirla?».
«Essa sfugge sommessamente da ognuna delle piccole creature, che Egli ha posto espressamente sul nostro cammino… Essa è leggera come il fremito delle foglie delle rose, ma penetra nell’ombra come il raggio del sole, senza urtarla mai; più dolce che la voce, che è pur tanto dolce, della madre tua.
Va, figlio mio, percorri la pianura e ritorna a dirmi gli insegnamenti che avrai raccolto».
Il fanciullo esce tutto allegro; egli guarda con curiosità tutto quanto lo circonda, ma nessuna voce gli parla e ritorna un po’ triste a dire al vecchio:
«Padre, vidi il ruscello serpeggiante in mezzo ai fiori sbocciati; pareva mormorasse un’allegra canzone; ascoltai, ma non aveva parole che io potessi comprendere.
L’uccello volava vicino a me, portando nel suo becco un po’ di lanugine per il suo nido.
Il passerotto raccattava per i suoi piccini le briciole del mio pane.
I pulcini, al grido della loro madre, si nascondevano sotto la sua ala.
Il ragno tesseva fili delicati e li ritesseva quando il vento li spezzava.
La formica trasportava con premura un chicco di grano nel formicaio.
L’ape volava sui fiori, vi si riposava un momento e poi, carica di miele, se ne tornava all’alveare.
Sorrisi a tutte quelle creature, perchè mi parevano felici; a tutte domandai:
“Chi di voi mi insegnerà la felicità?”.
E l’eco solo mi ripeteva: felicità!… felicità!… felicità!, senza dirmi dov’ella fosse».
Quale sarà la risposta del nonno? Alla prossima puntata.
(A cura di Monsignor Bruno Magnani)
