Il 17 aprile 1952 moriva a Camporicco don Ambrogio Verderio, nato a Bellusco il 5 maggio 1875, ordinato sacerdote a Milano l’ 1 giugno 1907, nominato parroco di Camporicco il 10 giugno 1910 e lo sarà fino alla morte, per ben quarantadue anni.
La figura mitica di don Ambrogio Verderio, la potete trovare nel libro ” Le radici di una comunità, nelle pagine 101 – 106, illustrata con significative fotografie. La mia intenzione è quella di presentare un aspetto particolare della vita di don Verderio, poco conosciuto anche dalle persone che le sono state più vicine. Don Ambrogio appartiene a quella numerosa schiera (179) di sacerdoti della diocesi di Milano, chiamati “Ribelli per amore”.
Siamo negli anni 1943 – 45, periodo della Resistenza alle forze tedesche. Perché “Ribelli per amore?” Ce lo spiega il Cardinal Martini nella presentazione del libro MEMORIA DI SACERDOTI “RIBELLI PER AMORE”, a cura di don Giovanni Barbareschi.
Si domanda il Cardinale : ” Ci possono essere preti ribelli?” Di che tipo fu la loro “Resistenza ?” Risponde : “…. La loro “Resistenza” è stata anzitutto una resistenza morale, la loro “ribellione” è stata la scelta consapevole dell’umano contro il disumano..”.
Cita poi un documento, che non ebbe il permesso di pubblicazione, nel quale il 6 luglio 1944, il Cardinal Schuster così descrive la situazione di allora; “….Una lotta fratricida con vittime innocenti, una lotta di odio, di livore umano, una vera caccia all’uomo, con metodi crudeli che farebbero disonore alle belve della foresta”.
Continua Martini : ” Sono stati preti che hanno educato al senso autentico della libertà,…. Hanno anche insegnato a guardare avanti, preparando il domani, pur nella fatica e nella tristezza di giornate pesanti. Sono stati preti capaci di coinvolgere nella “ribellione” e nella testimonianza di carità il loro popolo.
La loro Resistenza fu anzitutto un’opera di carità, di ospitalità, di fratellanza: e fu proprio questo coinvolgimento dei preti con il loro popolo che li rese oggetto primo delle violenze tedesche e fasciste.
Sono stati preti uniti al loro Vescovo il Cardinale Ildefonso Schuster : a lui hanno chiesto direttive, da lui sono stati aiutati, protetti, difesi, salvati. Di lui hanno seguito l’esempio nell’aiutare chi era in pericolo e nell’opporsi con coraggio all’ingiustizia e ai soprusi.
Commovente sarà la lettera aperta al Card. Schuster da parte dei sacerdoti “ribelli per amore”.
(Continua)
(A cura di Monsignor Bruno Magnani)
