Notizie dal Gruppo Missionario, n.57

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Da AsiaNews, 27 ottobre 2010 

UZBEKISTAN

Un cristiano multato con sette anni di stipendio: possiede un film su Gesù Tashkent – Un tribunale nella capitale uzbeka Tashkent ha giudicato Murat Jalalov, cristiano protestante, colpevole di possedere la copia di un film su Gesù.

Jalalov ha evitato di andare in prigione per quindici giorni, e gli è stata invece comminata una pesante multa, 3.164.000 Soms, che equivalgono a 1.400 euro.

Dal 1° dicembre 2009 il salario minimo mensile è di 37.680 Soms, cioè circa 20 euro.

La multa corrisponde perciò a sette anni di salario minimo nel Paese, che ha alti tassi di povertà. Jalalov ha detto che non aveva soldi per pagare una multa così elevata. Gli è stato risposto che non avrebbe potuto riavere il suo passaporto fino all’estinzione del debito.

Multare persone che conducono attività religiose considerate “illegali” è un’abitudine diffusa in Uzbekistan, dove i controlli sono effettuati dall’onnipresente National Security Service (NSS), la polizia segreta.

Persone sono state multate perché offrivano materiale religioso per strada; un uomo – personalmente non credente – è stato multato perché si è rifiutato di fornire l’indirizzo di suo figlio, che la polizia cercava a causa della sua attività religiosa.

I Testimoni di Geova hanno detto a “Forum 18”, un’organizzazione di difesa dei diritti umani, che più di cento multe sono state comminate a membri delle loro comunità nel solo 2010.

L’Uzbekistan, anche se sostiene di essere impegnato nella difesa dei diritti umani, proibisce ogni attività religiosa che non ha il permesso dello Stato. (…)

Il 29 settembre scorso, cinque agenti di polizia hanno fatto irruzione a casa Jalalov, e hanno confiscato 75 dvd e cd. Fra i essi, un film sulla vita di Gesù realizzato dalla Campus Crusade for Christ, in uzbeko. Tutto il materiale fu inviato per l’analisi al Comitato degli Affari Religiosi. Lo stesso giorno giunse la risposta: il film sulla vita di Gesù “avrebbe potuto essere usato per scopi missionari fra le popolazioni locali”, e perciò non era fra quelli a cui poteva essere dato il permesso di ingresso nel Paese.

L’articolo 216-2 del Codice Penale proibisce “attrarre i fedeli di una fede verso un’altra, proselitismo, e altre attività missionarie”, e punisce i trasgressori con un massimo di tre anni di prigione.


Da AsiaNews, 23 aprile 2010

UZBEKISTAN

E’ “illegale” per i cristiani anche festeggiare un compleanno

Tashkent – Incursioni della polizia durante gli incontri di preghiera, minacce, multe onerose, confisca e distruzione di materiale religioso e persino dei testi religiosi. In molte regioni dell’Uzbekistan continua la persecuzione sistematica di polizia e autorità contro i cristiani, “colpevoli” di riunirsi in case private per pregare insieme: al punto che persino una festa di compleanno è considerata una “riunione illegale”.

La persecuzione è sempre maggiore nella regione nord-occidentale del Karakalpakstan.

L’agenzia Forum 18 riporta che l’8 aprile a Nukus, capoluogo del Karakalpakstan, la polizia ha interrogato il protestante Aimurat Khayburahmanov e gli ha chiesto di firmare una dichiarazione che non si riunisce con altri cristiani e che non ha libri cristiani a casa. Al suo rifiuto, è stato minacciato di essere processato se compie tali fatti.

Khayburahmanov è stato già stato 3 mesi in carcere per avere “insegnato religione senza

permesso” ed è uscito grazie a un’amnistia nel settembre 2008.

Fonti locali riportano che numerosi cristiani sono stati minacciati in modo simile in forza dell’art. 244-3 del Codice Penale, che punisce con il carcere fino a 3 anni la “produzione

illegale, il possesso, l’importazione e la distribuzione di letteratura religiosa”.

Essi denunciano che la polizia opera una ricerca capillare di letterature religiosa, che appena la trova denuncia il possessore, che talvolta la polizia ha portato libri religiosi nelle case dei fedeli cristiani e li ha denunciati per il loro possesso. I libri religiosi sono poi confiscati e bruciati.

Nella regione è esercitata una speciale sorveglianza sugli studenti, ai quali viene intimato di non coinvolgersi con “religioni estranee [alla nostra tradizione] e influenze estremiste e culture di massa di basso livello”. Chi lo fa, rischia l’espulsione dalla scuola e può venire applicato l’art. 240 parte 2 del Codice amministrativo, che proibisce di “attirare i credenti in una confessione verso un’altra (proselitismo) e altre attività missionarie”.

Per il 2010 sono previsti vari incontri con i giovani, per spiegare loro il cattivo influsso di religioni straniere.

I cristiani sono colpiti persino se organizzano partite di calcio o di pallacanestro o qualsiasi altro evento di massa o attività sociale. Il 10 aprile la polizia ha interrotto una riunione di giovani protestanti, nel villaggio di Baraj, distretto Bostanlik, Tashkent. All’arrivo della polizia molti giovani giocavano a calcio o a pallacanestro. Gli agenti hanno portato in caserma 43 partecipanti e organizzatori, prendendo loro fotografie e impronte digitali. Molti di loro (…) sono stati puniti per avere tenuto eventi di massa non autorizzati e per avere svolto attività

religiosa.

Il pomeriggio del 12 aprile la polizia ha ispezionato i locali della Chiesa protestante Vita Eterna a Tahskent, (…) dove i fedeli hanno una mensa per poveri senzatetto. I presenti sono stati interrogati, il pastore e altri sono stati portati al comando e denunciati per avere tenuto

attività “non conformi al loro statuto” approvato.

In pratica, è possibile punire qualsiasi riunione dei fedeli. Sempre a Tashkent, (…) 10 pentecostali sono stati denunciati il 10 marzo per riunione illegale, per essere riuniti a festeggiare un compleanno.

I dieci – otto dei quali sono pensionati – sono stati condannati a multe pari a circa 100 volte il salario medio mensile.

Anno II, n. 28

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