In occasione della Giornata Diocesana Caritas, al termine delle Messe domenicali, è stato letto un messaggio da parte dei responsabili del nostro Centro, ne riportiamo il testo perchè rimanga come traccia di meditazione:
L’odierna celebrazione della giornata Caritas ci offre nuovamente l’occasione per ringraziare tutti coloro che con la loro generosità si sono “fatti prossimo”; e ci offre nuovamente l’occasione per ricordare a tutti la costante sollecitudine che la Chiesa nutre verso coloro che vivono, in vari modi, una situazione di povertà.
Noi tutti sappiamo che un’autentica esperienza di fede cristiana si regge su tre pilastri: l’ascolto della parola, il pane dell’Eucarestia, l’amore fraterno. Dei tre il più difficile è il terzo, dal momento che i fratelli non sempre sono amabili, ma guai a noi se si dovesse affievolire questa coscienza. Guai a noi se dovessimo operare una riduzione e ci dovessimo accontentare solo dell’uno o dell’altro “pilastro”. La vita della fede non starebbe in piedi!
Sulla base di questo la nostra Caritas cittadina continua con fatica, ma con entusiasmo e fantasia, il suo quasi trentennale cammino di carità, cercando di prendere veramente sul serio la sofferenza, provando a stare accanto a chi è nella prova, tra i quali, dobbiamo constatare, sono in continuo aumento le presenze di cittadini italiani. Come? Attraverso il Centro d’Ascolto, la distribuzione dei viveri e degli indumenti, il servizio doposcuola ai bambini delle elementari e delle medie, lo sportello lavoro, il protocollo d’intesa con la Croce Bianca e le scuole medie, il servizio di patronato, la collaborazione costante e sinergica con i servizi sociali e la comunione d’intenti con la Caritas Ambrosiana.
Primo compito della Caritas è quello di animare la carità e quindi quello di spronare la comunità pastorale a farsi prossimo, senza inutili particolarismi, perché quella persona che ho davanti e che soffre ha un corpo che funziona come il mio, quella vita vale quanto la mia, e star male non piace a nessuno; ciascuno di noi è chiamato a mettere in gioco le proprie capacità e risorse per il bene di tutti.
Vorremmo quest’anno riflettere con voi sulla raccolta d’Avvento dei viveri di prima necessità.
Lo scorso anno abbiamo stimato che solo due famiglie su dieci che frequentano regolarmente le messe domenicali della nostra comunità pastorale, hanno aderito fedelmente alla richiesta. Cioè su circa 1095 famiglie, poco più di 188.
Considerando che il Centro d’Ascolto distribuisce regolarmente circa 50 pacchi al mese a famiglie residenti a Cassina e in reale stato di necessità, noi riusciamo a intervenire solo per i primi mesi dell’anno. Occorre quindi fare uno sforzo maggiore. Tutte le famiglie di buona volontà si devono sentire interpellate e non solo quelle che hanno i bambini che frequentano la catechesi!
La nostra comunità è formata da tutte le famiglie che devono diventare con gioia e responsabilità il cuore della comunità stessa, una comunità che faccia diventare la carità il banco di prova della sua credibilità. Pensiamo solo a cosa potremmo fare se anziché due famiglie su dieci, potessimo contare sull’impegno di quattro famiglie su dieci.
Madre Teresa di Calcutta ha lasciato questa testimonianza: “Non è un dovere aiutare i poveri materialmente e spiritualmente: è un privilegio, perché Gesù, Dio fatto uomo, ci ha assicurato che “qualunque cosa farete all’ultimo dei miei fratelli, l’avrete fatto a me”.
E’ un privilegio perché la carità ci permette di anticipare il paradiso già su questa terra. Questo è il nostro potere!
