Domenica 5 febbraio 2012 Giornata per la vita

418

Inizio di una storia per tutti

Ci sono tendenze culturali che cercano di anestetizzare le coscienze con motivazioni pretestuose. Riguardo all’embrione nel grembo materno, la scienza stessa ne mette in evidenza l’autonomia capace d’interazione con la madre, il coordinamento dei processi biologici, la continuità dello sviluppo, la cre­scente complessità dell’organismo.

Non si tratta di un cumulo di materiale biologico, ma di un nuovo essere vivente, dinamico e meravigliosamente ordinato, un nuovo individuo della specie umana.

Così è stato Gesù nel grembo di Maria. Così è stato per ognuno di noi, nel grembo della madre. Con l’antico autore cristiano Tertulliano possiamo affermare: “È già un uomo colui che lo sarà“; non c’è alcuna ragione per non considerarlo persona fin dal concepimento.

Alla Vergine Maria, che ha accolto il Figlio di Dio fatto uomo con la sua fede, con il suo grembo materno, con la cura premurosa, con l’accompagnamento solidale e vibrante di amore, affidiamo la preghiera e l’impegno a favore della vita nascente. Lo facciamo nella liturgia – che è il luogo dove viviamo la verità e dove la verità vive con noi – adorando la divina Eucaristia, in cui contempliamo il Corpo di Cristo. Quel Corpo che prese carne da Maria per opera dello Spirito Santo, da lei nacque a Betlemme, fu crocifisso ed è risorto dai morti per la nostra salvezza.

“Ave, verum Corpus, natum de Maria Virgine!”

Amen.

(Papa Benedetto XVI)


Nell’incarnazione: l’inizio della speranza!

Gesù, Maria e Giuseppe abitano a Nazareth, in una casa.

Questa è la vera natura della casa: il luogo della pace, il luogo dove si sta bene, si impara a crescere, ad amare, a perdonare.

Eppure la nascita di ogni bambino porta con sè qualcosa di questo mistero! Lo sanno bene i genitori che lo ricevono come un dono e che, spesso, così ne parlano.

A tutti noi è capitato di sentir dire a un papà e a una mamma: «Questo bambino è un dono, un miracolo!».

Quant’è importante che ogni bambino, venendo al mondo, sia accolto dal calore di una famiglia! Non importano le comodità esteriori: Gesù è nato in una stalla, ma l’amore di Maria e di Giuseppe gli ha fatto sentire la tenerezza e la bellezza di essere amati.

Di questo hanno bisogno i bambini: dell’amore del padre e della madre. È questo che dà loro sicurezza e che, nella crescita, permette la scoperta del senso della vita.

Maria e Giuseppe assicurano a Gesù un’infanzia serena e una solida educazione nonostante le diverse prove che hanno dovuto affrontare. La Santa Famiglia è certamente singolare e irripetibile, ma al tempo stesso è modello di vita per ogni famiglia!