19 febbraio 2012: Domenica “del perdono”

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«PERDONO: PANE QUOTIDIANO DELLA NOSTRA ESISTENZA»

Oggi siamo venuti al tempio per pregare.
Per questo ci riguarda direttamente la parabola del fariseo e del pubblicano, raccontata da Gesù e riportata dall’evangelista san Luca (18,9-14).
Anche noi potremmo essere tentati, come il fariseo, di ricordare a Dio i nostri meriti. Ma, per salire al cielo, la preghiera deve partire da un cuore umile, povero: anche noi dobbiamo anzitutto rendere grazie a Dio non per i nostri meriti ma per il dono che Lui ci ha fatto.
Ci riconosciamo piccoli e bisognosi di salvezza, di misericordia; riconosciamo che tutto viene da Lui e che solo con la sua grazia si realizzerà quanto lo Spirito Santo ci ha detto.
Solo così potremo tornare a casa, al nostro vivere quotidiano, veramente arricchiti, resi più giusti e più capaci di camminare nelle vie del Signore.
La preghiera è tanto più potente presso il cuore di Dio quanto più chi prega è nell’animo in condizione di bisogno e di afflizione.
Il grido del povero e dell’oppresso trova un’eco immediata in Dio, che vuole intervenire per aprire una via di uscita, per restituire un futuro di libertà, un orizzonte di speranza.
Gesù ci provoca alla conversione interiore: ci spiega perché Egli perdona e ci insegna a fare del perdono ricevuto e donato ai fratelli il “pane quotidiano” della nostra esistenza.
Per questo è venuto sulla terra, per questo morirà in croce ed il Padre lo risusciterà il terzo giorno.
E’ venuto Gesù per dirci che ci vuole tutti in paradiso e che l’inferno, del quale poco si parla in questo nostro tempo, esiste ed è eterno per quanti chiudono il cuore al suo amore.
Il vero nostro nemico è l’attaccamento al peccato, che può condurci al fallimento della nostra esistenza.
Non c’è perdono senza pentimento; solo il perdono divino e il suo amore ricevuto con cuore aperto e sincero ci danno la forza di resistere al male.
L’atteggiamento di Gesù nel Vangelo diviene in tal modo un modello da seguire per ciascuno e per ogni comunità cristiana, chiamati a fare dell’amore e del perdono il cuore pulsante della propria vita.