2. SPUNTI STORICI ANTICHI E NUOVI PER LA COMUNITÀ PASTORALE “MARIA MADRE DELLA CHIESA”

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L’editto di Milano

Il cristianesimo andava intanto affermandosi nell’impero romano e dopo le feroci persecuzioni dei vari Imperatori, l’Editto di Milano, emanato da Costantino nel 343 d.C., sancì per i cristiani il pieno diritto di professare liberamente la propria fede e la facoltà di erigere nuovi edifici di culto.

Il cristianesimo divenne la religione ufficiale con l’Imperatore Teodosio, il quale ebbe anche un valido appoggio da S. Ambrogio, Vescovo di Milano.

Dopo la morte di S. Ambrogio, avvenuta a Milano nel 396 d.C., il cristianesimo, abbondantemente affermatosi in città, andava affermandosi molto lentamente nelle campagne e nei villaggi (i pagi) i cui abitanti, tenaci conservatori dell’idolatria e dei culti antichi, furono chiamati “pagani”.chiesetta

Le parrocchie

Durante tutto il 500 e il 600 d. C. si avviano al grande sviluppo le parrocchie.

Sia nelle città come nelle campagne i fedeli sono così facilitati a frequentare la chiesa con assiduità ed hanno a disposizione funzioni ed aiuti sia materiali che spirituali.

La Parrocchia è diventata un punto di riferimento troppo importante per lo sviluppo della comunità locale; viene così concessa una autonomia amministrativa rispetto alle Diocesi.

Con lo sviluppo delle parrocchie si conferma un’importante caratteristica del cristianesimo: per essere in unità, in comunione con tutti i cristiani, è bene vivere un’unità profonda con chi si ha più vicino.

La parrocchia permette ai cristiani di ricevere i sacramenti insieme, di pregare in comune, di vivere con maggiore unità, di avere un luogo sicuro a cui ricorrere per bisogni sia spirituali che materiali; una delle funzioni delle parrocchie è ormai l’aiuto ai poveri, i quali si possono iscrivere alla cassa detta “matricola”, per ricevere aiuto costante.

Importantissime le parrocchie di campagna senza le quali molti cristiani sarebbero stati tagliati fuori dalla vita della comunità.

I longobardi

Nel 586 d.C. il popolo dei Longobardi passa le Alpi ed arriva in Italia.

Questo popolo di guerrieri non poteva prevedere di arrestarsi proprio in questa grande penisola e di dare il nome ad una regione: la Lombardia.

Lì comandava un re, Alboino, attorniato da una serie di altri capi chiamati duchi.

E’ un popolo molto unito: non aveva leggi scritte, gli adolescenti divenivano uomini da quando sapevano portare armi e combattere, anche a 13 anni.

La donna è apprezzata perchè mette alla luce i figli ma è sottomessa all’uomo perchè non porta le armi.

Essendo nomadi non conoscevano l’uso della casa di pietra ma la loro arte era formata solamente dagli oggetti di ferro e d’oro che potevano portare con sè.

Stabilitisi in Italia cominciarono lentamente a cambiare la loro vita.

A poco a poco si mischiarono alla popolazione locale, una popolazione incapace di combattere, ma con una grande storia alle spalle.

Così i Longobardi, vincitori, iniziarono ad essere influenzati dal modo di vivere degli Italiani.

Carlo Magno

Sconfitti i Longobardi (774 d.C.) Carlo Magno, re dei Franchi, si occupa dell’ordinamento del suo popolo emanando leggi e disposizioni.

Carlo Magno non è un uomo di grande cultura però apprezza e raduna attorno a sè gli uomini più dotti del tempo.

Fa costruire una scuola di corte, che è il centro di un grande fermento culturale ricordato come il “rinascimento carolingio”.

La scuola di corte è l’esempio per le scuole parrocchiali di città e di villaggi.

In queste scuole si studia grammatica, aritmetica, astronomia ma anche sacra scrittura e le preghiere cristiane.

Il 22 gennaio 814 il vecchio Imperatore muore.

La diocesi

Verso la fine dell’800 la Chiesa fa un grande sforzo per riorganizzarsi.

La rete parrocchiale viene ampiamente estesa e comincia a prendere forma la Diocesi cioè l’insieme di parrocchie di una certa regione, piu’ o meno grande, sotto la guida del Vescovo.

Per aiutare il Vescovo ad essere veramente autorevole sorgono in questo periodo i Decani cioè persone che consigliano il Vescovo e sorvegliano la vita e il lavoro dei sacerdoti nella loro zona.

Un nuovo aiuto viene istituito attraverso gli Arcidiaconi che in particolare controllano i confini e le amministrazioni delle parrocchie.

Un ruolo importante è rivestito dal Vescovo Metropolita. Egli ha un diritto di sorveglianza sui Vescovi di una regione e dipende direttamente da Roma per decidere le questioni più dubbie ed importanti.

Ha anche funzione di mediatore tra i Vescovi e l’Imperatore o i Re, dato che molte leggi dell’Imperatore o dei suoi discendenti riguardano anche materie ecclesiastiche.

Oggi noi siamo abituati all’organizzazione della Chiesa così come la vediamo ai nostri tempi.

Dobbiamo però pensare che ci sono voluti secoli perchè certe realtà prendessero piede e si diffondessero.

Questo periodo (dal 600 al 1000 d.C.) rappresenta appunto un passo verso la Chiesa così come oggi concretamente possiamo incontrarla nella sua forma organizzata.

                         (A cura di Mons. Bruno Magnani)

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