Perchè siamo tutti francesi!

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“Je suis Paris”. “Je suis francais”. Ribadire queste parole dopo gli attentati terroristici di Parigi o modificare la propria immagine di profilo di Facebook con lo sfondo della bandiera francese, non vuol dire solo rivendicare la nostra libertà di cittadini europei di fronte alla minaccia del Califfato islamico. Significa soprattutto condividere il dolore per queste morti e questa violenza assurda. Gli autori delle stragi di Parigi hanno invocato Allah prima di sparare, ma non c’è nulla di religioso in quell’azione di morte. A cominciare dallo stesso sacrificio umano dei membri del commando, burattini mossi dai fili di criminali spietati che adoperano il nome di Dio invano utilizzando giovani vite sprovvedute e pronte a tutto. Perché il dio dei musulmani è stato offeso quella sera di festa al Bataclan e chi invoca Dio in nome della violenza pronuncia una bestemmia, come ha detto Francesco all’Angelus.

Guardando i Telegiornali (come tutti voi) c’è un’immagine che mi ha colpito: quella ragazza aggrappata a un davanzale, appesa nel vuoto tra la vita e la morte, mentre sotto di lei altri giovani fuggono disperati dal palcoscenico dell’orrore allestito dai terroristi. Quella ragazza è come se fosse nostra figlia, nostra sorella, nostra madre. Perché la sensazione è che lei sia come noi e noi come lei, sospesi tra la vita e la morte, vittima di una violenza assurda “che non ha giustificazioni”. A darci speranza è un’altra ragazza che si affaccia sul davanzale negli ultimi istanti del video per soccorrerla. Le accarezza prima la mano per lenire la sua angoscia, poi, tenta di aiutarla e la soccorre e così facendo soccorre così tutti noi, infondendo una speranza che non si piega al sogno di morte procurata da quegli “uomini” (?). Quella ragazza è per noi il volto della misericordia, la misericordia del giubileo di pace che sta per aprirsi in tutto il mondo.

Di fronte a tale assurdità di violenza gratuita facciamo nostre le parole del nostro Arcivescovo (con le quali abbiamo pregato domenica scorsa durante tutte le SS.Messe): ”Non la vendetta, non la disperazione e la paura, non il meschino calcolo, ma la preghiera, la compassione e la responsabilità di dare il proprio contributo per costruire un umanesimo riconciliato, una società solidale, una fraternità che disarmi l’odio e gli abissi tenebrosi del male”.

Maria, Madre della Chiesa e Regina della Pace, prega per noi!

Don Massimo

20 novembre: Fiaccolata per Parigi