Nel territorio del nostro Decanato (senza allargare troppo lo sguardo sulla Diocesi) stanno avvenendo “scelte” importanti che dicono che anche la pastorale necessita una conversione.
Papa Francesco nella stupenda Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium scrive:
“Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato all’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione” (EG, 27)
Non so se sollecitate o meno dalle parole profetiche di papa Francesco però anche Comunità vicine a noi stanno iniziando a “ragionare” su alcune “strutture” parrocchiali (nate senz’altro in determinati contesti, con la presenza di religiose e di preti, con numeri di frequenza, con un tessuto sociale particolare).
Ovviamente la nascita di Comunità Pastorali, il sempre maggior coinvolgimento delle singole parrocchie in una “pastorale d’insieme”, la corresponsabilità dei laici e l’obiettiva constatazione che, sempre più, venendo meno la presenza di un prete non è detto che possa essere sostituito da un altro prete…. ha portato la Chiesa, le Comunità ad interrogarsi!
A Segrate, località Novegro, andato via don Carlo qualche anno fa, non è stato sostituito. Il nuovo Parroco di Segrate Centro (S.Stefano) è stato nominato anche Amministratore di Novegro e dopo una riflessione che ha coinvolto la Città, si è intrapeso un cammino molto interessante: l’Oratorio di Novegro è stato “affidato” ad una educatrice (sostenuta con un Bando Caritas per un particolare progetto) che coordina alcune Associazioni di Ragazzi Diversamente Abili per delle loro attività quotidiane e coinvolge questi ragazzi nel “gestire” l’Oratorio in attività pastorali.
A Cernusco, Parrocchia Divin Pianto, trasferito don Renato, non è stato sostituito. La Diaconia e il Consiglio Pastorale hanno fatto la scelta di destinare la Casa Parrocchiale al Progetto di Vita Comune di Giovani. Attualmente sono 4 i giovani che vivono questa esperienza (per 6 mesi) e abitano insieme lì con l’impegno di aprire e chiudere la Chiesa parrocchiale. Fanno vita comune e prestano un’attenzione di sorveglianza alla Parrocchia e don Andrea una volta alla settimana partecipa con loro per un incontro.
Anche noi, a Cassina, nella nostra Comunità Pastorale, siamo giunti alla decisione di dare in “comodato” la Canonica di Sant’Agata agli amici di Casa Filippide per il Progetto “Dopo di noi”.
Dalla morte di don Giuseppe (2009) l’appartamento è rimasto vuoto. Si sono tentate delle esperienze di vita comune per i giovanissimi della Comunità e, in questi ultimi anni, esperienze con Casa Filippide di Weekend Sociali.
Dopo più occasioni di confronto nel Consiglio Affari Economici e nel Consiglio Pastorale e con l’approvazione del Vicario Episcopale e soprattutto degli Uffici di Curia abbiamo scelto di metterci in gioco, di ridare vita a questo “spazio” destinandolo ad un Progetto aperto al sociale, alle necessità e ai bisogni del nostro territorio e senz’altro in una prospettiva futura, la presenza di questi amici “ospiti della casa di don Giuseppe”, potranno anche rivitalizzare il Bar e il Campo di calcio e l’Oratorio con diverse allegre iniziative e magari coinvolgerli in qualche progetto con la Scuola dell’Infanzia Don Vismara (che avranno sotto casa).
Allora, che cosa comporta una “conversione pastorale”?
Prima di tutto una comunità espansiva e aperta, in altre parole una comunità dalle porte aperte.
Quando esce verso il mondo, la comunità deve lasciare le porte aperte per permettere a chiunque di entrare. “L’uscita dice di un atteggiamento di apertura che, allo stesso tempo, esprime il desiderio di annuncio che possa coinvolgere tutti e tutte”.
Felici che venerdì sera, proprio il nostro Arcivescovo Mario, sia presente a portare il suo sostegno e la sua benedizione!
Don Massimo

