Per chi suona la campana

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Forse il titolo ci ricorda un famoso romanzo di Ernest Hemingway (1940) divenuto, qualche anno dopo, il primo film a colori di Ingrid Bergman (1943).

Con questa provocazione mi piace richiamare l’attenzione della nostra Comunità sul fatto che sabato prossimo “ritorneranno le campane” a Camporicco e il Vescovo ausiliare di Milano (mons. Erminio De Scalzi) verrà per la Solenne celebrazione di Benedizione.

So bene che a non tutti piace il suono delle Campane (come il fumo delle candele) però mi piace in questa occasione richiamare il senso delle Campane nella vita della Comunità.

Uno dei compiti principali delle campane è da sempre stato quello di suonare l’Ave Maria o Angelus, tre volte al giorno (mattino, pomeriggio, vespro) per invitare tutti alla preghiera. “Il Verbo si è fatto carne” sembra richiamare la campana mentre suona l’Ave Maria e il suono stesso della campana ha una valenza simbolica che esprime questo avvenimento che ci ricorda un “Sì” importante per noi cristiani. Un “Sì” che ha segnato la storia e la nostra vita.

Il suono delle campane ci richiama anche la gioia della Pasqua. Infatti, nella veglia di Pasqua si squarcia il silenzio del sabato santo con il suono sfrenato delle campanelle in chiesa e delle campane a festa sul campanile.

Il suono delle campane è quello che meglio può esprimere la gioia del credente che incontra Cristo Risorto. Il suono delle campane è infatti il miglior simbolo che possa esprimere l’allegria dei primi testimoni della Pasqua, della Maddalena, dei discepoli di Emmaus, dell’incredulo Tommaso che tocca con mano, di Pietro che si sente chiedere “Mi ami tu?” da colui che amava sopra ogni cosa e che credeva scomparso per sempre dalla sua vita.

Come il presepe a Natale così le campane a Pasqua sono il simbolo più immediato del fatto che Dio si è fatto carne, è sceso dal cielo, è entrato nella nostra vita, tra le nostre case, ha condiviso tutto della nostra vita e ci ha liberato dal male con il sacrificio della sua vita e ora è in mezzo a noi e continua ad agire così perché è risorto.

Per questo l’augurio più bello mentre inauguriamo il restauro delle campane di Camporicco è che per la presenza di Cristo, nella nostra Comunità, il nostro cuore non cessi di risuonare di gioia contagiosa.

San Giovanni Paolo II visitando una fonderia di campane disse: “E’ una bella cosa ascoltare il suono delle campane che cantano la gloria del Signore da parte di tutte le creature. E poi ciascuno di noi porta in sè una campana molto sensibile: questa campana si chiama cuore. Questo cuore suona, suona e mi auguro sempre che il vostro cuore suoni sempre delle belle melodie; melodie di riconoscenza, di ringraziamento a Dio e di lode al Signore e che superi sempre le melodie cattive di odio, di violenza e di tutto ciò che produce il male nel mondo”.

Con l’augurio che il suono delle campane, prima ancora di urtare la sensibilità di alcuni, abbia ad invitare a suonare la propria bella melodia nel cammino della vita!

Don Massimo

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