Agli insegnanti

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Iniziata la Scuola, il mio pensiero va a te, caro Insegnante!

Sì, proprio a te che ti prenderai a cuore il bambino dell’Infanzia o delle Elementari, il ragazzo delle Medie o l’adolescente delle Superiori. Nella mia esperienza (di 18 anni) di Insegnante di Religione nella Scuola Media devo confidarti che, anno dopo anno, capivo sempre più che i ragazzi (le generazioni) cambiano in fretta (così pure le loro famiglie).

Senz’altro nell’insegnare e nell’educare oggi c’è non poca fatica ma anche sorpresa (mi piace questo termine). Un grande maestro di vita (… e non solo) che è stato il Cardinal Carlo Maria Martini saggiamente diceva sempre che “educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto”. Oltre alle obiettive fatiche, oggi è proprio vero… è proprio così!

A te, cara Insegnante, il mio augurio per questo anno scolastico che inizia, carico di tante positive sorprese nella veloce crescita degli alunni, nella sincera relazione con i tuoi colleghi e nel paziente dialogo con i genitori che incontrerai. Pensa…. Ognuno di loro (alunni, colleghi e genitori) potrà trovare in te un prezioso punto di appoggio e di riferimento in questo tratto di cammino, se custodirai sempre la voglia di rimetterti in gioco nel vivere, senz’altro con serietà e competenza, una speciale professione, ma anche una straordinaria vocazione capace di arricchire, stimolare, far crescere e valorizzare quei talenti e doni che ognuno di noi porta in sé. 

Carissimi Insegnanti, esprimendo la mia (e dell’intera Comunità) sincera stima e riconoscenza per voi, augurandovi un Buon anno scolastico, vi lascio il Messaggio del nostro Arcivescovo Mario.

Buon Cammino!

Don Massimo

S. Messa inizio anno scolastico
Mercoledì 27 settembre, in Chiesa S.Maria Ausiliatrice ore 18.30
con Benedizione zaini e raccolta materiale scolastico (zaino sospeso)

«Dov’è la scuola?»

«Dov’è la scuola?» si interrogano i bambini che si affacciano per la prima volta, tenuti per mano da genitori più in ansia di loro, mentre entrano nell’edificio più volte guardato dall’esterno con un desiderio vivo di entrare nel mondo nuovo.

«Dov’è la scuola?» si domandano i dirigenti, i docenti, il personale che inizia un anno di responsabilità e di lavoro in una nuova sede e studia i percorsi, i parcheggi e soprattutto i volti di colleghi e collaboratori per capire dove si sia capitati.

«Dov’è la scuola?» si domanda l’agente della polizia locale incaricato di organizzare il caos dei primi giorni e l’ingorgo di auto e pedoni.

Ma la domanda non cerca solo l’indirizzo da impostare sul navigatore. Piuttosto intende collocare la scuola in un contesto in cui urge una fierezza di essere scuola, una proposta di relazioni, di istruzione, di valori civici.

«Dov’è la scuola?» è l’appello all’istituzione che raduna la totalità della generazione del futuro perché la scuola sia riconoscibile come una comunità plurale e corale, propositiva e paziente. La molteplicità delle esigenze, delle aspettative, delle problematiche deve essere condotta a una presenza riconoscibile e autorevole per offrire percorsi di formazione, di educazione, di ricerca vocazionale.

«Dov’è la scuola?» è il rimprovero da rivolgere a chi a scuola non ci va, alle famiglie che non sono in grado o non hanno voglia di pretendere che i figli frequentino con regolarità e impegno il percorso scolastico che la comunità propone.     

«Dov’è la scuola?» è la richiesta che si deve porre ai responsabili del bene comune e degli investimenti, perché si provveda a riparare i danni delle tempeste estive, ad adeguare gli edifici perché siano sicuri, accoglienti, belli, adeguatamente vigilati.

«Dov’è la scuola?» è la domanda che mi pongo, perché vorrei entrare in ogni scuola e in ogni classe per dire un augurio, per assicurare la disponibilità della comunità cristiana locale a coltivare buoni rapporti per una rispettosa e costruttiva collaborazione al servizio del bene di tutti.

Vorrei dire a ogni dirigente, a ogni docente, a ogni persona del servizio alla struttura la mia stima, il mio incoraggiamento e la mia benedizione per l’anno scolastico che inizia e la speranza che non tardi troppo e non sia troppo complicata l’alleanza con le famiglie, con le espressioni del territorio che accompagnano i più giovani nello sport, nelle arti, nell’affrontare i problemi di salute, di disabilità, di inserimento.

«Dov’è la scuola?». Io posso rispondere: la scuola è nel pensiero e nella passione di chi vi lavora, la scuola è tra le priorità delle amministrazioni e delle istituzioni, la scuola è nel buon senso lungimirante delle famiglie che chiedono istruzione e formazione per il futuro dei propri figli.

Ecco dov’è la scuola, là dove c’è gente che ama l’umanità e il suo futuro

Con ogni buon augurio.