Come nacque il Movimento della Terza Età?

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Siamo negli anni 1969-1972: anni di crisi ma anche di riforma delle strutture dell’Azione Cattolica, con cambiamenti significativi, e con una certa rassegnazione fra gli anziani dirigenti.

Paola Rognoni, una delle dirigenti, racconta: “Nel 1972 il Cardinale Colombo, arcivescovo di Milano, convocò in Arcivescovado un piccolo numero di dirigenti e presentò una proposta che suscitò meraviglia in tutti i presenti.

Il Cardinale confessava di aver avvertito un vuoto nel programma pastorale: la mancanza di una attenzione particolare per i sempre più numerosi anziani.

Chiedeva perciò ai presenti di farsi promotori di un movimento che offrisse a tutti gli anziani possibilità di formazione religiosa, di amicizia e di svago.

Le indicazioni del Cardinale erano precise, meditate e in un certo senso rivoluzionarie, perché si trattava di uscire da una dimensione esclusivamente religiosa, per entrare in una visione della persona che comprendeva tutti gli aspetti della vita: dalla necessità di aggiornamento al bisogno dell’amicizia, dall’interesse culturale e sociale al sollievo dello svago, alla soddisfazione di sentirsi ancora parte attiva e vitale nella comunità.

Lusingati dalla fiducia del Cardinale e compresa l’importanza dell’impegno che veniva loro affidato, i presenti alla riunione, con l’appoggio fondamentale dell’Azione Cattolica, iniziarono la lunga e paziente opera di animazione nelle parrocchie, per sollecitare i responsabili a dare spazio e attenzione agli appartenenti alla terza età.

Sorsero i primi gruppi e venne emanata una lettera pastorale del cardinale Colombo che sollecitava tutta la Diocesi a sentirsi responsabile della Terza Età. Furono fornite allora ampie direttive pastorali che sono tuttora alla base del movimento”.

A cura di Monsignor Bruno Magnani