"Il Tau"

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Ho visto e mi è piaciuta la fiction di Rai Uno dedicata ai due santi “Chiara e Francesco”.

Già avevo letto qualche libro della loro vita e visto anche il Recital “Forza venite gente!” messo in scena dalla nostra compagnia teatrale “In Cammino”.

Sempre hanno suscitato in me forti emozioni e, dopo il successo della fiction (7 milioni di telespettatori), mi è venuto in mente – non so perchè – quella specie di croce che molte persone, anche religiose, portano sul petto.

Quella specie di croce ha un nome: il “Tau”.

Anche mio nipote Sergio, per gli auguri di Natale, me ne ha regalato uno, fatto da lui.

Mi sono chiesto: “Tutte quelle persone che portano il Tau, ben visibile sul loro petto, sanno che cosa significa? conoscono la sua storia, la sua origine? Anche le donne della Terza Età me l’hanno chiesto. Mi è venuta, allora, l’idea di fare cosa gradita ai lettori dell’Insieme di raccontare la storia di questo “Tau”, avendo presente, nella mia immaginazione, S. Francesco e S. Chiara, che sorridono dal cielo.

Il “Tau” ha una ricca e documentata spiegazione.

Che cosa è? È l’ultima lettera (Taw o Tav) dell’alfabeto ebraico che, scomparsa nell’ebraico moderno, è stata sostituita dalla lettera T, una lettera dell’alfabeto greco corrispondente alla nostra T.

Che cosa rappresenta? Rappresenta il compimento dell’intera Parola rivelata di Dio.

“ IL TAU NELLE SCRITTURE”

EZECHIELE (9,4): Il profeta invita Israele a segnarsi col sigillo del “Tau” per essere riconosciuto come popolo scelto da Dio fino alla fine della vita. “Il Signore disse: passa in mezzo a Gerusalemme e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono a causa delle abominazioni che ivi si commettono”. PER I CRISTIANI il Tau cominciò a rappresentare la croce di Cristo come compimento delle promesse dell’Antico Testamento. La croce è il mezzo con cui Cristo è divenuto il nostro Salvatore, il “nuovo Adamo”.

NELL’APOCALISSE (7,2-3) il Tau è segno di redenzione e diviene segno esteriore della novità di vita cristiana, segnata dal sigillo dello Spirito Santo datoci in dono nel battesimo (S. Paolo: Ef 1,13).

S. FRANCESCO E ADOZIONE DEL “TAU”

NEL MEDIOEVO la comunità di S. Antonio Eremita, con cui S. Francesco avrebbe collaborato presso Assisi, era impegnata nell’assistenza ai lebbrosi. Gli Antoniani usavano la croce di Cristo sotto forma di “tau” ( τ ) greco quale segno da portare al collo, a protezione dalle piaghe e dalle altre malattie della pelle. Il popolo disegnava il “tau” su pergamena e lo dipingeva sugli stipiti delle porte contro la peste.

S. FRANCESCO parlò spesso dell’incontro con Cristo sotto le vesti di un lebbroso come svolta per la sua conversione. Il Santo avrebbe infatti adottato il “tau” come distintivo o firma per significare la sua fedeltà al Cristo Salvatore e al comandamento di servire gli ultimi, i lebbrosi del suo tempo

IL TAU E PAPA INNOCENZO III

NEL 1215 PAPA INNOCENZO III , ispirandosi alle parole del profeta Ezechiele, così si esprimeva all’apertura del Concilio Laterano IV°: «Siamo chiamati a riformare le nostre vite, a stare alla presenza di Dio come popolo giusto. Dio ci riconoscerà dal segno τ (tau) impresso sulle nostre fronti».

Questo discorso simbolico ascoltato da Francesco fu da lui prontamente accolto come invito alla conversione.

GRANDE FU IN FRANCESCO L’AMORE E LA FEDE NEL TAU che disegnava sui muri, sulle porte, sugli stipiti delle celle e con cui firmava le sue lettere come a richiamare (dal libro dell’Esodo) il segno del sangue dell’Agnello pasquale sull’architrave delle porte degli esuli israeliti.

Il Tau per S. Francesco era il segno più caro perchè rivelatore che solo nella Croce di Cristo è la salvezza di ogni uomo. Il Tau, infatti, gli richiamava l’amore del Crocifisso: Francesco si sentiva “un salvato dall’amore e dalla misericordia di Dio”.

IL TAU ATTUALE DEI FRANCESCANI . A Francesco la forma a braccia aperte del Tau (τ) ricordava l’aspetto dei “sai” dei suoi monaci. A loro soleva perciò ricordare un comportamento da “crocifissi”, testimoni di un Dio compassionevole, esempi di fedeltà fino alla morte. Per questo Francesco fu talvolta chiamato “l’Angelo del VI° Sigillo” che reca il sigillo del Dio vivente e lo segna sulla fronte degli eletti (Ap 7, 2 ss).

IL TAU E I FRANCESCANI OGGI. Oggi i Francescani devono portare il Tau come segno esterno, come sigillo del proprio impegno a memoria della vittoria di Cristo sul male, attraverso il quotidiano servizio oblativo. Il Taunon è quindi un feticcio, nè tanto meno un ninnolo: è segno concreto di una devozione cristiana, è soprattutto impegno di vita nella sequela del Cristo povero e crocifisso.

IL TAU IN SINTESI

  1. È CERTEZZA DI SALVEZZA: nessuno può essere salvato se non è “segnato” con il tau.
  2. È SALVEZZA ATTRAVERSO LA CROCE rivelatrice dell’amore di Cristo. Prega infatti S. Francesco: «Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo perchè con la tua Santa Croce hai redento il mondo».
  3. È SALVEZZA ATTRAVERSO LA PENITENZA : è necessario rinnovare ogni giorno il mistero della Croce in noi stessi (“Chi vuole seguirmi deve portare la Croce”).
  4. È SEGNO DI VITA E DI VITTORIA. Ecco la gioia di S. Francesco per essere stato salvato: «Io non mi voglio gloriare se non nella Croce del Nostro Signore» (Fior. 8,1836).

POEMETTO DEDICATO DAI FRATI A MADONNA POVERTÀ

“Eri con Gesù sotto i clamori dei giudei sotto gli schiaffi e gli sputi, sotto le frustate; perfino sulla croce subivi con lui la tortura. Ma finalmente, quando Egli salì al cielo, ti lasciò il τ , il Sigillo del Re dei cieli, per segnare gli eletti, affinché, chiunque aspirasse al regno Eterno, venisse a trovarti e a supplicarti di introdurlo dove è possibile entrare solo segnato con il Tuo Sigillo”.

CONCLUSIONE. Il segno di contraddizione è divenuto segno di speranza e testimonianza di fedeltà fino al termine dell’esistenza terrena: il τ è perciò per ogni uomo ad un tempo, segno di gioia e di responsabilità. (A cura di monsignor Bruno Magnani)