LA POVERTA'

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Che Gesù sia stato povero nella sua vita, nel suo modo di trattare il denaro, le amicizie, i beni che lo circondano, è risaputo. Non aveva casa, non guadagnava denaro se non con le sue mani di falegname, di pescatore insieme ai suoi discepoli, ai suoi chiedeva di seguirlo con pochi vestiti, un paio di sandali, la cintura, la tunica.

Quando è morto, dopo aver versato l’ultima goccia di sangue, la gente che assisteva al supplizio si è messa a bisticciare per dividersi la sua tunica, mentre lui non aveva mai fatto questione per avere di più, ma solo miracoli per sfamare la miseria. La miseria non è povertà. Avere freddo, essere nudi, avere male allo stomaco per la fame non è la povertà che Gesù vuole.

Che cos’è dunque la sua povertà se non il disinteresse, la generosità, la continua disponibilità, la fiducia nel Padre che tutti ama?

La povertà non è dunque una dose, un peso, un metro, è lo spirito. Ecco perché Cristo oggi invita i giovani ad essere poveri. Infatti oggi in pieno consumismo anche se c’è crisi è possibile essere poveri.

Alcuni esempi pratici:

“Ho imparato a suonare la chitarra, così con le mie compagne andrò a trascorrere alcune ore settimanali in quella casa di riposo.” Essere poveri vuol dire dare qualcosa di nostro agli altri.

“Mi sono messa in un gruppo dove si studia seriamente il Vangelo, solo così potrò fare il catechismo in parrocchia.” Essere poveri vuol dire infatti fidarsi della Parola di Dio e non accontentarsi della nostra cultura sovente egoista e inconcludente.

“Ho preso sul serio la scuola, non tanto per essere la prima, ma per aiutare la classe a fare meglio”. Essere poveri infatti vuol dire fare posto agli altri, declinando il proprio “io” in un “noi” sempre più grande e senza confini.

“Preferisco qualche volta fare la strada a piedi con le mie amiche, piuttosto che scomodare il babbo a venire con l’auto.” Essere poveri infatti significa avere una certa autonomia e non obbligare gli altri ad essere sempre al nostro servizio.

Questo invito di Cristo ad essere poveri è rivolto ai giovani e gli esempi riportati sono la testimonianza, semplice ma significativa, di come i giovani sanno prendere sul serio le parole e gli esempi di Gesù e trasformarli in piccoli gesti che, se vissuti con costanza, veramente possono cambiare un po’ la vita.

Per tutti noi cristiani però è importante la sottolineatura che dà senso a quei gesti cioè: essere poveri infatti vuol dire….essere poveri significa…..

Ciascuno di noi potrebbe fare una riflessione seria sull’invito di Cristo riguardo la povertà, in modo particolare in questo momento di crisi e forti preoccupazioni.

 

 

 

 

A cura di Monsignor Bruno Magnani