Un giorno, un genitore di una famiglia agiata decise di portare il suo unico figlio ad un soggiorno in campagna, con il fermo proposito di far vedere al suo erede come erano fortunati rispetto a persone così semplici e povere.
Trascorsero un giorno e una notte, ospiti di una famiglia di umili e poveri contadini, presso una piccola fattoria.
Al loro rientro il genitore domanda al figlio:
«Come è stato il viaggio?» – «Molto buono papà!»
«Hai visto come vivono le persone povere?» – «Sì».
«E cosa hai imparato figlio mio?»
«Ho visto che in casa nostra abbiamo due cani; loro ne hanno quattro.
Noi abbiamo una piscina che occupa mezzo giardino; loro hanno un ruscello di cui non si intravede la fine. Noi abbiamo un portico coperto e illuminato dalla luce elettrica; loro hanno le stelle e la luna. Il nostro giardino finisce nel portone d’ingresso; loro hanno un intero bosco».
Per concludere, davanti allo stupore del padre, aggiunse:
«Grazie papà, per farmi vedere quanto “poveri” siamo!».
Tutto quello che abbiamo dipende dal modo in cui lo vediamo. Se abbiamo amore, amici, salute, buon umore e attitudini davanti alla vita, abbiamo tutto!
Se siamo poveri di Spirito, non abbiamo nulla.
C’è quindi una ricchezza che è povertà e una povertà che è ricchezza.
Oggi poi ci preoccupa molto la crisi economica che incide, sia pure in misura diversa, sia sulla ricchezza come sulla povertà. Come uscirne?
Vi racconto la:
Storia di Due Topini
Uno bianco e uno nero. Il bianco era sempre ottimista. Il nero perennemente pessimista.
Accadde che i due scivolassero inavvertitamente in un secchio di latte.
Il topino nero si disperò.
Non c’era più nulla da fare.
Si lasciò andare a fondo e
annegò miseramente.
Il topino bianco, pur spaventato, si mise ad annaspare con le zampine e vide che poteva stare a galla; poi si agitò da un lato all’altro, finchè non si accorse che si formava un sottile strato di panna al centro; si dibattè ancor di più, ed ecco, infine, si formò
un pezzetto di solido burro.
Lui vi si appoggiò per un bel saltino e…
oplà, schizzò fuori dal secchio.
Tutti noi siamo finiti in un bel guaio:
la crisi economica. Che fare?
Non disperiamo, non stiamo inerti, non lasciamoci andare a fondo; ma reagiamo, diamoci da fare; la buona volontà e lo sforzo da parte di tutti, potrebbe essere quel colpetto finale, che ci permetterebbe di uscire dalla crisi.
Oplà! … siamo fuori.
(A cura di Monsignor Bruno Magnani)
