Ha un nome: Magnani Bruno, nato ad Albignano di Trucazzano il 27 marzo 1926, vissuto a Milano dal 1928 al 1952, seminarista nei Seminari di San Pietro Martire – Seveso e di Venegono dal 1940 al 1952, prete a Vanzaghello dal 1952 al 1970, parroco a Camporicco di Cassina de’ Pecchi dal 1971 al 2002, residente a Cassina dal 2002…
La mia avventura iniziò quando, per vie misteriose, il Signore mi chiamò per diventare prete: avevo 14 anni.
Dopo le scuole elementari frequentai la “Scuola Agraria”, ma entrato in Seminario dovetti iniziare gli studi seminaristici partendo dalla prima media; così allora era l’ordinamento scolastico per diventare prete: tre anni di scuola media, due anni di ginnasio, tre anni di liceo classico, quattro anni di teologia (università).
Dopo i tre anni di scuola media nel Seminario di San Pietro Martire – Seveso, entrai nel Seminario di Venegono per gli studi ginnasiali: avevo 17 anni.
Il 9 luglio 1943 gli Alleati sbarcano in Sicilia e il 25 luglio dello stesso anno cade il Fascismo per il voto di sfiducia a Mussolini; iniziano gli anni della Resistenza alle violenze tedesche e fasciste. Nonostante la guerra, il Seminario di Venegono non chiuse i battenti, ma continuò ad accogliere i seminaristi per prepararli al sacerdozio.
Furono anni di sacrifici per la fame (mai sazia per la nostra età), per il freddo (le ampie aule venivano riscaldate con stufe a legna), per rappresaglie (vicino al Seminario una villa sequestrata era diventata il presidio militare dei tedeschi), per le incursioni aeree da parte degli Alleati (a Venegono c’era l’aeroporto e nei numerosi e folti boschi c’erano nascoste le armi dei partigiani). Ma la vita seminarista continuava abbastanza tranquilla.
Senonchè il 18 aprile 1944 viene emesso il “Bando Mussolini-Graziani”: chiamata alle armi dei giovani di leva (anticipato a diciotto anni), promessa di franchigia per i disertori che si presentano, pena di morte a semplice identificazione per tutti i renitenti. Il “Bando” riguardava anche la mia persona: avevo appena compiuto i diciotto anni, ma non avevo ancora terminato gli studi ginnasiali. Potete immaginare la mia sorpresa, il mio imbarazzo, la mia paura, i miei sentimenti… ma la mia volontà e disponibilità era quella di continuare gli studi per diventare prete.
Con totale fiducia mi affidai ai miei Superiori. Mi ricordo che terminato l’anno scolastico nel 1944, i Superiori non mi lasciarono andare in vacanza, ma per prudenza, mi tennero in Seminario per continuare gli studi, ma soprattutto per evitare il pericolo di essere preso come disertore.
Fortunatamente dal Distretto Militare – Ufficio Reclutamento di Varese arrivò la dichiarazione datata 18/8/1944 – XXII°, che non avevo obblighi di leva perchè novizio di Istituti Religiosi, secondo il Concordato con la Santa Sede.
Dalla Prefettura di Milano mi fu rilasciata la Carta di Riconoscimento per poter viaggiare sui treni e sui tram.
Così con il nuovo anno, con grande sollievo, potei riprendere gli studi con i miei compagni di classe.
Ma la guerra continuava e i pericoli di rappresaglie aumentavano, finchè arrivò il giorno della Liberazione (25 aprile 1945). I Partigiani riconquistarono la Villa, già Presidio militare tedesco, e con grida di vittoria e di gioia, vennero in Seminario ad annunciare la liberazione e tranquillizzarci per l’avvenire.
Così terminò la mia storia di “imboscato per dovere”.
(A cura di Monsignor Bruno Magnani)
